By Your Side o "dell'andare lontano"



Manifesto faceti pensieri, disinnesco ordigni di carta, inoculo sieri di sostanze antistaminiche. E poi ascolto i Black Crowes. Sono io a 17 anni. Sono io che acquisto la cassetta dei Black Crowes, non il cd, la cassetta. Chissà perchè!?! E pretendo di ascoltarla ad un volume da servizi sociali, in camera, in casa, in macchina, in treno, ovunque. By Your Side è il retaggio di un antico modo di fare rock, antico nel senso di 20-25 anni prima, antico nel senso di modo e maniera, antico nel senso di bello e umanisticamente parlando "irraggiungibile e quindi da imitare". Il canzoniere dei Black Crowes è una giostra, un qualcosa che in un "certamen" poetico-musicale avrebbe avuto i suoi dardi pronti da lanciare e la sua coriacea corazza per difendersi. Che Chris Robinson sia stato (e sia tuttora) uno dei pochi frontman degni di nota, inutile dibatterne, ma questo disco, questo benedetto disco, sembra proprio racchiudere un'indefinibile sostanza di perfezione e imitazione filologicamente corretta e passabile di laude. Solamente le mosse iniziali di Steve Gorman alla batteria valgono l'intero album, e Go Faster, beh, l'inno dei miei 17 anni, che altro devo dire.
La cassetta di By Your Side l'ho fatta ascoltare ad un sacco di gente. Se i Black Crowes siano piaciuti a tutti lo ignoro. Ascoltandola pensavo a correre. Mi dava questa sensazione di velocità che non riuscivo proprio a spiegarmi, sarà stata la suggestione di Go Faster, non lo so. Però alla fine, anche se oggi riascolto tracce come Diamond Ring o Kicking My Heart Around in mp3 (e lo stereo si offende un pò), non riesco a non pensare a quanto siano grandi i Black Crowes. E mi viene quasi voglia di ricercarla quella cassetta, oggi torno a casa e la cerco. Voglio tornare nel 1999 e andare lontano.

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