Passano il video di Girl from mars in televisione. Mentre gli anni del britpop stanno ancora bruciando e le ceneri del grunge stanno lentamente volando via. Animi inquieti, sospiri, riflessi di rabbia, arrivano gli Ash a turbare le acque chete e distese dei miei 14 anni. Le corse senza meta con lo scooter, i pomeriggi estivi, caldi, le notti passate a leggere libri di cui non ricordo il nome, gli Oasis, i Pearl Jam e 1977 nello stereo. 20 anni dopo il punk, 13 anni fa, mentre le Spice Girls divennero famose, più di Gesù e dei Beatles, 1977.
Parlare di questo disco è strano. C'è una strana alchimia al suo interno. Una strana atmosfera di indicibile rabbia giovanile, di ebete serenità spensierata, di schizofrenia incontrollata che talvolta sfocia in una mistica psichedelia da pub. Canzoni come Kung Fu...fosse adesso cambierei canale, roba da quattordicenni, direi. Però, un attimo, davvero vorrei avere 14 anni adesso?diventare emo?ascoltare chissàcosa? No, dai, non scherziamo. Datemi un bello schiaffo, così forte da farmi girare la testa!Mettete sullo stereo I'd Give You Anything e alzate a palla, sì!fatemi esplodere le orecchie. Che se a 14 anni devo rimanere sordo, meglio farlo con un disco che valga la pena. Voglio ancora vedere Tim Wheeler con la Flyng V a distruggere gli ampli, voglio ancora star chiuso nella mia cameretta a saltare ascoltando Lose Control con le mie cuffie. Isolarmi dal mondo e pensare ai prossimi 14 anni. Immaginare un mondo diverso, con dei colori diversi. Avere 14 anni. E tutti credono che io vada per i 28!

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